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Andamento del titolo Hera in Borsa

Dopo la quotazione (prezzo di collocamento di 1,25€), il titolo ha registrato un costante trend al rialzo, iniziato in concomitanza con la presentazione dei buoni risultati del 2003 (aumento dell’Ebitda del 25% con un utile netto in aumento del 50%). Il trend positivo, spesso superiore alla media del settore, è stato sostenuto da buoni bilanci, da piani industriali improntati alla crescita e dalle fusioni realizzate. Nel 2007 il valore dell’azione ha raggiunto un massimo di 3,4€.

La crisi finanziaria mondiale, iniziata nella seconda metà del 2008 (“Fallimento di Lehman Brothers”) e proseguita per gran parte del 2009, ha avuto pesanti ripercussioni sui mercati finanziari globali anche durante il periodo 2010-2011 ed ha causato forte incertezza tra gli operatori. La situazione di crisi si è trasferita successivamente sui debiti sovrani di alcuni Stati europei periferici che hanno raggiunto livelli ritenuti eccessivi aggravando le preoccupazione degli investitori; la crisi ha influenzato in particolare il mercato italiano con un’ulteriore accentuazione negativa nella seconda metà del 2011. Le azioni congiunte delle istituzioni comunitarie, assieme a politiche finanziarie rigorose attuate dagli Stati europei coinvolti,  non sono ancora riuscite a riportare la fiducia del mercato finanziario ad una condizione di normalità. In questo difficile contesto del mercato finanziario, il settore delle utility europeo ha seguito l’andamento negativo del mercato negli ultimi anni, registrando una performance leggermente peggiore (di circa 5 punti percentuali) nel 2011 a causa di fattori specificamente connessi al settore (tassa sul nucleare, il referendum di giugno abrogativo del sistema tariffario idrico in Italia e la maggiore tassazione -Robin Tax- introdotta dal Governo italiano). Tali aspetti hanno influenzato anche l’andamento del titolo Hera, nonostante il loro impatto sui fondamentali del Gruppo fosse meno rilevante, rispetto agli altri operatori del mercato, grazie alle strategie prudenti perseguite dal Gruppo.

 

Il FTSE Italia All Share ha chiuso il 2011 con una performance di -24,3% da inizio anno, mentre l’indice delle Local Utility italiane ha chiuso lo stesso periodo a oltre -32%. Nel 2011, ma anche per quasi tutto il decennio, il titolo Hera ha mostrato trend spesso migliori rispetto alle local utilities, segnando nell’ultima seduta di Borsa del 2011 un prezzo ufficiale di 1,096 euro, ovvero registrando una performance negativa di -29,7%. La migliore performance relativa (rispetto al campione delle local utility) di Hera ha coinciso con la pubblicazione dei buoni risultati dei bilanci trimestrali e dei piani industriali. Il livello medio degli scambi giornalieri si è attestato su 1,3 milioni di azioni, per un controvalore medio di 1,8 milioni di Euro nel 2011.

La valutazione del mercato del Gruppo Hera a fine 2011 implica un multiplo EV/Ebitda 2011 di 4,9 volte, un P/E 2011 poco superiore a 11 volte e un dividend yield di 8,4%. La capitalizzazione di mercato, pari al 70% del valore contabile, sembra non riflettere appieno la migliore solidità finanziaria del Gruppo rispetto ai competitor, le prospettive di ulteriore crescita previste nel piano industriale e il parere degli analisti finanziari, che esprime una valutazione media superiore di circa il 36% rispetto alla chiusura dell’anno.

 
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