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Politica di approvvigionamento e trading

Analisi dei business

Scenario macroeconomico

Il  2011 è stato un anno caratterizzato da forti tensioni sul debito sovrano in area euro e da un brusco peggioramento delle prospettive economiche ascrivibili non solo a fattori temporanei. La perdurante debolezza dell’occupazione, le politiche di bilancio meno espansive dei Paesi europei e la diffusa incertezza circa la soluzione degli squilibri finanziari destano non poche preoccupazioni.

In Italia, a partire dalla fine dell’estate scorsa si è registrato un brusco rallentamento dell’economia tale per cui il prodotto interno lordo (PIL) è aumentato solamente dello 0,4 % su base annua, facendo registrare un decremento  dello 0,7 % nel quarto trimestre del 2011 rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% rispetto al quarto trimestre del 2010 (stime preliminari ISAT diffuse il 15.2.2012).

Le spinte inflazionistiche sono state contenute, in un quadro di moderazione dei costi e di debolezza della domanda. Negli ultimi mesi dell’anno, gli aumenti delle imposte indirette hanno determinato un rialzo dei prezzi al consumo; un ulteriore rialzo deriverà dagli aumenti delle accise sui carburanti decorrenti dall’inizio del 2012 in alcune regioni.

Il recupero dell’occupazione iniziato a fine 2010 si è progressivamente arrestato e negli ultimi mesi del 2011 si è probabilmente registrata una ripresa del tasso di disoccupazione che, tra i giovani, ha ormai raggiunto il 30 %.

Sul fronte delle materie prime l’anno appena concluso ha segnato una netta ripresa delle quotazioni di tutti i combustibili, concentrata soprattutto nel primo quadrimestre, che ha di fatto consolidato una tendenza rialzista già manifestatasi nel corso del 2010.,

Il Brent si è posizionato poco sopra i 111 $/bbl (+40 % tendenziale), superando di gran lunga le aspettative rialziste espresse dai mercati nel corso dell’anno precedente. La crescita ha toccato i livelli massimi in aprile, attestandosi oltre i 120 $/bbl, sfiorando i massimi livelli mensili toccati nell’estate 2008, per poi scendere progressivamente attorno ai 110 $/bbl a fine anno. In termini prospettici, i mercati a termine prevedono una sostanziale stabilità del prezzo nel corso del 2012, segnalando una leggera diminuzione a partire dal secondo semestre.

Anche per il carbone, seppur in modo meno intenso,  il 2011 ha rappresentato un anno di ulteriore ripresa dal tracollo del 2009. Le sue quotazioni sono salite a 121,5 $/MT (+20,2 % su base annua).

In linea con quanto riscontrato sui mercati del petrolio e del carbone, anche sulle borse del gas, nel corso del 2011, si sono registrate quotazioni in rialzo.

Sul fronte valutario, il 2011 ha evidenziato nei primi mesi un apprezzamento dell’euro vs. dollaro fino a fine agosto. A partire da settembre, i crescenti timori legati al “rischio paese” (Grecia e Italia), hanno innescato una marcata ripresa del dollaro.

Il cambio medio del dollaro statunitense rispetto all’euro nel corso del 2011 è stato pari a 1,3917, riportando un incremento del 5 % rispetto a quello del 2010.

Per quanto riguarda la dinamica dei tassi di interesse dell’area euro, nel corso del 2011 le tensioni sul mercato dei titoli di stato e la conseguente incertezza che si è diffusa sui mercati finanziari hanno inciso sulla raccolta delle banche soprattutto all’ingrosso; tali difficoltà hanno pesantemente influito sull’offerta di credito all’economia. Nonostante l’intervento della Banca centrale Europea, che ha ridotto in due occasioni il tasso ufficiale portandolo all’1%, la restrizione del credito sta incidendo pesantemente sulla possibilità di sviluppo/ripresa dell’economia.

 
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